Blender 2.6 in italiano, quasi.

mercoledì, 14 dicembre 2011

Le nuove versioni di Blender possono essere impostate con la lingua italiana, trovare l’opzione è stato come cercare un ago in un pagliaio, ma ce l’ho fatta!

Blender impostazione lingua.Basta selezionare dal menu File->User preferences (o Ctrl-Alt-U) selezionare il pannello System spuntare la casella International fonts e appariranno le opzioni per la scelta della lingua (Italian), poi bisogna spuntare anche le caselle Interface e Tooltips.

Il problema è che la traduzione è ancora in progress.

Per salvare l’impostazione premere ctrl-U o selezionare il bottone non ancora tradotto Save as Default.

Aggiornamento!
Mentre scrivevo questo articolo usciva Blender versione 2.61 e la traduzione italiana è stata completata!


Fuga da Ubuntu, ovvero: finestre e mouse o morte.

sabato, 26 novembre 2011

Da aprile con la versione 11.04, e poi definitivamente ad ottobre con la 11.10 Oneiric Ocelot noi utenti di Ubuntu ci siamo ritrovati una nuova interfaccia grafica, Unity, completamente diversa dalla precedente classica Gnome 2.
Il primo impatto è stato un po’ come salire su un’automobile e ritrovarsi il cambio automatico al posto di quello manuale oppure, come sostengono i detrattori, un telefonino al posto del computer.
Proprio questa scelta della Canonical (l’azienda che rilascia Ubuntu) ha causato polemiche molto accese e una serie di commenti prevalentemente negativi tra gli appassionati del sistema operativo GNU/Linux, con pubbliche dichiarazioni di abbandono di questa distribuzione a favore di altre dotate di un interfaccia più classica.
In questo quadro ci sta anche la discesa di Ubuntu nella classifica di Distrowatch, che statisticamente conta più o meno come l’aquometro della trasmissione di Renzo Arbore “Indietro tutta”. L’acquometro era in grado di misurare il gradimento del pubblico in base al consumo di acqua, il conduttore invitava tutti i telespettatori ad aprire i rubinetti per votare il loro concorrente preferito.
Insomma, siamo ad un passo dall’isteria di massa, vediamo di ragionare su alcune questioni.
Unity è concepita per essere impiegata su dispositivi di tipo diverso: desktop, netbook, notebook e in futuro anche tablet e smartphone. È pensata per essere utilizzata ed anche con dispositivi di controllo diversi: è meno mouse-dipendente rispetto alle interfacce da desktop “classiche”, è più “manovrabile” con la tastiera, meno ostica da usare con il “touch-pad” dei portatili perché richiede meno precisione nel puntamento, è adatta ad essere usata con i “touch-screen”.
A livello di schermo Unity lascia più spazio ai contenuti e meno alle “cornici”. Ad esempio le barre di scorrimento sono ridotte al minimo, il pannello superiore diventa anche menù delle applicazioni, il tutto per non sprecare nemmeno un centimetro quadrato di schermo.
In breve, gli elementi principali sono un “Lanciatore” a scomparsa sulla sinistra dello schermo, che permette di lanciare le applicazioni ma anche di passare tra un’applicazione e l’altra e una “Lavagna” dove si possono cercare file ed applicazioni.
Praticamente sono scomparsi o quasi i classici menù.
Naturale che qualcuno si sia spaesato, che qualcuno non gradisca il cambiamento, ci può stare che Ubuntu perda inizialmente qualche utente, meno logico scagliarsi contro questa scelta con obiezioni pretestuose ed accuse infondate, e soprattutto senza una mezza proposta che vada oltre il presente: il mouse e le finestre.


Mettiamo i paletti.

lunedì, 20 giugno 2011

Il Gran Premio di Formula 1 a Monza e i ministeri a Roma.

Ok?

Bene.

Perché non mi pare che, per esempio, nella Repubblica federale degli Stati Uniti d’America qualcuno abbia mai pensato di spostare qualche Dipartimento a Indianapolis e di correre la 500 Miglia a Washington.
Anche solo a pensarle certe cose…
E poi ci sono anche quelli che gli danno retta, a questi.


S.M. 79 modellato con Blender.

martedì, 24 maggio 2011

La fonte di ispirazione è stato questo articolo su Blendernation che segnala una guida per la modellazione di un aeroplano con il programma Blender.

Siccome, come già detto in un articolo precedente, sto cercando molto lentamente di prendere confidenza con questo programma, ho pensato che modellarci un aeroplano sarebbe stata un’ottima “palestra”.

Nella guida sopraccitata il soggetto era un caccia Polikarpov I-15 di produzione sovietica e impiegato nella guerra civile spagnola.

Il mio soggetto è invece il bombardiere-aerosilurante trimotore SIAI Marchetti S. 79 “Sparviero”, che è stato sicuramente l’aeroplano più rappresentativo dell’aviazione italiana durante la seconda guerra mondiale. Questa scelta l’ho fatta anche pensando alle persone a me care che hanno lavorato “in SIAI” a Sesto Calende e a Vergiate, proprio nelle fabbriche dove si producevano questi velivoli.

SM79 193

La modellazione non è semplicissima in quanto questo aereo ha una sagoma molto complessa, con la caratteristica gobba sul dorso, la gondola ventrale per il puntamento, la particolare sezione della fusoliera che è circolare nella parte anteriore a partire dal motore centrale fino alla carlinga e rettangolare verso la coda.

Per prima cosa ho cercato dei disegni tecnici con le tre viste lineari. Ne ho trovati diversi, il migliore è risultato questo anche perché vi sono rappresentati anche i profili della fusoliera.

Ho estratto dal disegno le tre viste salvandole in file immagine separati e le ho caricate come sfondo in tre finestre 3d di Blender: una per la vista frontale, una per la vista laterale ed una per la vista dall’alto.

Era necessario che le immagini nelle tre finestre fossero allineate in modo da coincidere con la sagoma dell’aeroplano. Per fare questo ho creato un semplice solido avente de dimensioni proporzionate a quelle del velivolo (lunghezza, altezza e apertura alare) ed ho allineato ad esso le tre viste nei rispettivi piani ortogonali, facendo in modo che l’asse della fusoliera corrispondesse con asse Y del sistema di riferimento globale.

Allineamento delle viste

Considerato che l’aeroplano è simmetrico rispetto al piano verticale longitudinale, ho proceduto alla modellazione della sola parte sinistra, prevedendo di ricavare in un secondo momento la parte destra facendone una copia speculare. Leggi il seguito di questo post »


Il callone.

mercoledì, 4 maggio 2011

Callone di Valiano. Foto di Roberto Rossi, da Panoramio.

È bello quando al termine di giornata di lavoro si è imparato qualcosa, e precisamente il significato della parola callone nonché altre cose sulle interessanti vicende storiche della Val di Chiana e del relativo Canale Maestro, il tutto raccogliendo alcune notizie necessarie per una relazione tecnica.
Tanto per risparmiarvi la fatica di una ricerca nel dizionario e per evitare che sopraffatti dalla pigrizia e/o dal disinteresse rimaniate nel dubbio e nell’ignoranza, vi do la definizione del vocabolo: un callone (parola che il correttore automatico mi segnala come errore ortografico, ‘sto ignorante) è un’opera di sbarramento di un corso d’acqua con una paratoia, in pratica una chiusa.
A parte questa notizia, che non cambierà la vita a nessuno, come in effetti non l’ha cambiata più di tanto nemmeno a me, la conclusione che ho tratto è che dopotutto il lavoro non è fatto solo di produzione e guadagno, ma anche di piccole gratifiche immateriali come il fatto di avere stuzzicato e poi soddisfatto la curiosità.


DraftSight un CAD gratuito* (con l’asterisco) per i nostri DWG.

giovedì, 31 marzo 2011

Non è mai stato semplice trovare un buon concorrente al CAD generico per eccellenza che è AutoCAD della Autodesk, tra quelli in grado di leggere e modificare i file in formato DWG.

Il formato DWG è il formato proprietario di AutoCAD ed è ormai da parecchi anni lo standard di fatto per l’archiviazione e lo scambio di disegni, almeno nel mio settore.

Per dirla tutta, questo formato ha una serie di limiti di cui due piuttosto importanti:

  • è un formato chiuso e proprietario, soggetto a modifiche e aggiornamenti che naturalmente Autodesk apporta secondo i comodi suoi;
  • non è in grado di contenere tutte le informazioni necessarie, come font, stili di stampa, eventuali immagini inserite, per cui un file DWG per essere visualizzato e stampato correttamente ha bisogno di tutta una serie di altri file a corredo.

Nonostante ciò, come detto, questo formato è diffusissimo ed è impossibile farne a meno.

Tra i programmi in grado di aprire i DWG ci sono le varie “distribuzioni” di IntelliCAD, forse, fino ad ora, la più credibile alternativa.

Tra le possibili alternative ultimamente ha destato molto interesse il programma DraftSight della Dassault Systèmes.

A parte il fatto, indubbiamente allettante, che è gratuito* (entro i limiti della licenza e previa registrazione) bisogna dire che ha un’interfaccia piuttosto funzionale ed è multipiattaforma essendoci versioni per Windows, MacOS e per le principali distribuzioni Linux.

Va detto che per funzionalità e completezza, ora come ora questo programma si colloca, a mio parere un gradino sotto AutoCAD LT. Il confronto con AutoCAD “full” non è proponibile in quanto mancano, ad esempio, supporti di personalizzazione avanzata e di programmazione come AutoLISP.

Per chi fosse interessato il programma può essere scaricato qui.


Dazzle DVC 100 e Ubuntu.

venerdì, 7 gennaio 2011

Per un utente Linux l’acquisto di una periferica è sempre fonte incertezze, timori, dubbi.
Raramente si trova un’apparecchiatura certificata per il funzionamento con questo sistema operativo, per cui bisogna cercare informazioni ufficiose, solitamente sui siti o nei forum specializzati oppure da altri utenti.
Nel mio caso, dovendo acquistare un apparecchio per l’acquisizione di filmati fatti con una (vecchia?) telecamera su cassette Video 8 non mi sono neppure posto il problema: ho cercato semplicemente il meno costoso senza preoccuparmi del suo funzionamento con Linux, alla peggio per quelle poche ore di video l’avrei usato con Windows.
Ho acquistato il prodotto “Dazzle DVD Recorder” della Pinnacle, provvisto un programma (per Windows) per masterizzare i video direttamente su DVD o scrivere l’immagine DVD su disco fisso.
Inizialmente l’ho usato con il suo programma in dotazione, che però è un po’ limitato dato che permette di scrivere solo in formato DVD senza possibilità di editing e montaggio del filmato, certo è che spendendo di più si poteva avere un programma più completo.
Poi ho cercato informazioni circa la possibilità di utilizzare altri programmi e… sorpresa! Apprendo che c’è chi l’ha fatto funzionare anche con Ubuntu Linux.
Così ora acquisisco i filmati usando Mencoder e ne faccio l’editing con Avidemux in modo da poterli vedere con un lettore DivX.
In questa discussione nel Forum di Ubuntu ci sono alcune dritte ed informazioni per far funzionare il Dazzle con Linux.


Strisce ugualmente pedonali.

lunedì, 22 novembre 2010

Per guidare un autoveicolo bisogna avere la patente.

Per ottenere la patente bisogna dimostrare di conoscere, tra le altre cose, la segnaletica stradale prevista dal Codice della Strada.

Ma per progettare la segnaletica stradale bisogna conoscere il Codice della Strada e i relativi regolamenti tecnici?

Sembrava di no, vista l’abitudine delle amministrazioni locali di personalizzare la segnaletica a piacimento.

Ora, e direi era ora, il Ministero dell’Interno su una sollecitazione riguardante un caso in Veneto sembra aver fatto chiarezza, la segnaletica deve essere conforme alla legge e quella difforme deve essere rimossa (possibilmente a cura e spese dei genialoidi che l’hanno fatta posare – N.d.r.).

Nel caso specifico si parlava di strisce padane, ovvero dello sfondo verde in attraversamenti pedonali in un comune con amministrazione leghista, ma ovviamente la cosa vale per tutti i colori non conformi, quindi anche il rosso ed il blu.


Le viscere della terra.

domenica, 14 novembre 2010

Da dove vengono questi enormi lombrichi?

Segnaletica stradale di direzione con Inkscape

lunedì, 6 settembre 2010

Perché disegnare la segnaletica stradale con Inkscape?

Uno: perché questo programma di illustrazione è particolarmente adatto al tipo di grafia utilizzato nella segnaletica.

Due: perché è possibile procurarsi parecchie illustrazioni di segnali stradali in formato SVG già belle pronte come queste.

Tre: perché all’occorrenza può esportare in altri formati gradici come il formato dxf che può essere importato da programmi CAD come Autocad.

Quattro: perché si possono prelevare figure anche da documentazione in formato PDF o immagini raster (JPEG, PNG, BMP) e vettorializzarle. Leggi il seguito di questo post »


Follow

Get every new post delivered to your Inbox.