Pendolari? Arrangiatevi.

lunedì, 17 febbraio 2014

stazionenovara-small1

L’anno scorso è successo praticamente tutto il contrario di quello che speravo che succedesse.

Tra le altre cose il quasi smantellamento del trasporto pubblico regionale in Piemonte, soprattutto di quello ferroviario.
Diventa sempre più disagevole viaggiare utilizzando i mezzi pubblici, in particolare mi riferisco alla situazione sulla linea Novara Varallo della quale sono utente e dove oramai le corse sono ridotte all’osso.

Dal 16 dicembre scorso è in corso una sperimentazione (ma si può sperimentare usando i pendolari come cavie umane?) consistente in un nuovo orario che ha comportato l’eliminazione di corse fino ad allora molto frequentate e prevede nuove corse anticipate di un’ora al mattino e posticipate di un’ora alla sera rispetto alle precedenti, il tutto senza il necessario coordinamento con la linea di autobus che svolge il servizio integrato sulla stessa direttrice.  Il risultato è che si hanno fasce orarie totalmente scoperte ed altre dove ci sono corse parallele.
Personalmente ho dovuto cambiare orario di lavoro per adeguarmi ai nuovi orari ed alle corse cancellate, altri miei compagni di viaggio che non hanno potuto adeguarsi, non per capriccio ma perché proprio non hanno potuto, ora viaggiano in automobile. Bel risultato.

A questo proposito, nel Rapporto Pendolaria 2013 di Legambiente si legge, tra le altre cose “in Piemonte i tagli al servizio sono stati del 9,75% e soprattutto sono state cancellate ben 13 linee con la conseguenza che i viaggiatori sono passati da 236mila al giorno dello scorso anno ai 209mila del 2013″.

Ma il rapporto Pendolaria non teneva ancora conto degli ulteriori tagli e dismissioni arrivati a dicembre 2013.

Quello che fa specie è che tutte le decisioni sono prese sopra la nostra testa senza tentare un minimo di coinvolgimento o perlomeno di analisi delle esigenze, degli orari di lavoro e di studio. L’unico scopo è quello di risparmiare, ma di risparmiare tagliando i servizi sono capaci tutti.

Ah dimenticavo, il mio abbonamento è aumentato da €72,50 a €83,50 per 37km di tragitto: il 15%.


Blender versione 2.63 merita di fare notizia.

mercoledì, 11 aprile 2012

Blender versione 2.63 è disponibile da qualche giorno come “release candidate”, ossia una specie di anteprima da provare per trovare eventuali bug e anche per semplice curiosità.

Le novità introdotte in questa versione sono notevoli, di particolare interesse l’introduzione delle b-mesh per la modellazione.

Cosa sono e perché è vantaggioso lavorare con le b-mesh?

Fino alla versione precedente di Blender le mesh erano costituite da un reticolo di facce che potevano essere esclusivamente triangolari o quadrilatere. Questo comportava la necessità di dover suddividere i poligoni più complessi in un insieme di triangoli e quadrilateri, rendendone più difficoltosa la manipolazione.

Ad esempio, ecco come veniva suddiviso un cilindro con il vecchio sistema di mesh:

Con il nuovo sistema b-mesh le facce possono essere delimitate da poligoni con anche più di quattro lati, il nostro nuovo cilindro quindi si presenta così:

Per lavorare sulla faccia superiore con il vecchio sistema dovrei selezionare una miriade di triangoli, mentre con il nuovo ho solo una faccia delimitata da un poligono.

Più facce complanari possono essere fuse in un unico poligono con il comando Limited dissolve che si trova nel menù mesh della vista 3D.

Altra novità interessante è la reintroduzione dello strumento knife-cut (tasto K in modalità modifica) con possibilità di snap (ossia di calamita) a punti notevoli, come vertici, punti mediani eccetera, molto utile per la modellazione di precisione, ad esempio in campo architettonico e nelle applicazioni pseudo-CAD.

Queste novità ed altre ancora della nuova versione sono descritte qui.


Lucio Dalla, il motore del 2000.

giovedì, 1 marzo 2012

Mi dispiace che non sia più tra noi.

Lucio Dalla era un musicista che si distingueva per originalità, fantasia e bravura.

Soprattutto aveva il coraggio di cambiare, di sperimentare, di stupire cimentandosi con generi e linguaggi sempre diversi.

A quasi 69 anni era il musicista italiano più giovane di tutti. Il motore del 2000.


Blender 2.6 in italiano, quasi.

mercoledì, 14 dicembre 2011

Le nuove versioni di Blender possono essere impostate con la lingua italiana, trovare l’opzione è stato come cercare un ago in un pagliaio, ma ce l’ho fatta!

Blender impostazione lingua.Basta selezionare dal menu File->User preferences (o Ctrl-Alt-U) selezionare il pannello System spuntare la casella International fonts e appariranno le opzioni per la scelta della lingua (Italian), poi bisogna spuntare anche le caselle Interface e Tooltips.

Il problema è che la traduzione è ancora in progress.

Per salvare l’impostazione premere ctrl-U o selezionare il bottone non ancora tradotto Save as Default.

Aggiornamento!
Mentre scrivevo questo articolo usciva Blender versione 2.61 e la traduzione italiana è stata completata!


Fuga da Ubuntu, ovvero: finestre e mouse o morte.

sabato, 26 novembre 2011

Da aprile con la versione 11.04, e poi definitivamente ad ottobre con la 11.10 Oneiric Ocelot noi utenti di Ubuntu ci siamo ritrovati una nuova interfaccia grafica, Unity, completamente diversa dalla precedente classica Gnome 2.
Il primo impatto è stato un po’ come salire su un’automobile e ritrovarsi il cambio automatico al posto di quello manuale oppure, come sostengono i detrattori, un telefonino al posto del computer.
Proprio questa scelta della Canonical (l’azienda che rilascia Ubuntu) ha causato polemiche molto accese e una serie di commenti prevalentemente negativi tra gli appassionati del sistema operativo GNU/Linux, con pubbliche dichiarazioni di abbandono di questa distribuzione a favore di altre dotate di un interfaccia più classica.
In questo quadro ci sta anche la discesa di Ubuntu nella classifica di Distrowatch, che statisticamente conta più o meno come l’aquometro della trasmissione di Renzo Arbore “Indietro tutta”. L’acquometro era in grado di misurare il gradimento del pubblico in base al consumo di acqua, il conduttore invitava tutti i telespettatori ad aprire i rubinetti per votare il loro concorrente preferito.
Insomma, siamo ad un passo dall’isteria di massa, vediamo di ragionare su alcune questioni.
Unity è concepita per essere impiegata su dispositivi di tipo diverso: desktop, netbook, notebook e in futuro anche tablet e smartphone. È pensata per essere utilizzata ed anche con dispositivi di controllo diversi: è meno mouse-dipendente rispetto alle interfacce da desktop “classiche”, è più “manovrabile” con la tastiera, meno ostica da usare con il “touch-pad” dei portatili perché richiede meno precisione nel puntamento, è adatta ad essere usata con i “touch-screen”.
A livello di schermo Unity lascia più spazio ai contenuti e meno alle “cornici”. Ad esempio le barre di scorrimento sono ridotte al minimo, il pannello superiore diventa anche menù delle applicazioni, il tutto per non sprecare nemmeno un centimetro quadrato di schermo.
In breve, gli elementi principali sono un “Lanciatore” a scomparsa sulla sinistra dello schermo, che permette di lanciare le applicazioni ma anche di passare tra un’applicazione e l’altra e una “Lavagna” dove si possono cercare file ed applicazioni.
Praticamente sono scomparsi o quasi i classici menù.
Naturale che qualcuno si sia spaesato, che qualcuno non gradisca il cambiamento, ci può stare che Ubuntu perda inizialmente qualche utente, meno logico scagliarsi contro questa scelta con obiezioni pretestuose ed accuse infondate, e soprattutto senza una mezza proposta che vada oltre il presente: il mouse e le finestre.


Mettiamo i paletti.

lunedì, 20 giugno 2011

Il Gran Premio di Formula 1 a Monza e i ministeri a Roma.

Ok?

Bene.

Perché non mi pare che, per esempio, nella Repubblica federale degli Stati Uniti d’America qualcuno abbia mai pensato di spostare qualche Dipartimento a Indianapolis e di correre la 500 Miglia a Washington.
Anche solo a pensarle certe cose…
E poi ci sono anche quelli che gli danno retta, a questi.


S.M. 79 modellato con Blender.

martedì, 24 maggio 2011

La fonte di ispirazione è stato questo articolo su Blendernation che segnala una guida per la modellazione di un aeroplano con il programma Blender.

Siccome, come già detto in un articolo precedente, sto cercando molto lentamente di prendere confidenza con questo programma, ho pensato che modellarci un aeroplano sarebbe stata un’ottima “palestra”.

Nella guida sopraccitata il soggetto era un caccia Polikarpov I-15 di produzione sovietica e impiegato nella guerra civile spagnola.

Il mio soggetto è invece il bombardiere-aerosilurante trimotore SIAI Marchetti S. 79 “Sparviero”, che è stato sicuramente l’aeroplano più rappresentativo dell’aviazione italiana durante la seconda guerra mondiale. Questa scelta l’ho fatta anche pensando alle persone a me care che hanno lavorato “in SIAI” a Sesto Calende e a Vergiate, proprio nelle fabbriche dove si producevano questi velivoli.

SM79 193

La modellazione non è semplicissima in quanto questo aereo ha una sagoma molto complessa, con la caratteristica gobba sul dorso, la gondola ventrale per il puntamento, la particolare sezione della fusoliera che è circolare nella parte anteriore a partire dal motore centrale fino alla carlinga e rettangolare verso la coda.

Per prima cosa ho cercato dei disegni tecnici con le tre viste lineari. Ne ho trovati diversi, il migliore è risultato questo anche perché vi sono rappresentati anche i profili della fusoliera.

Ho estratto dal disegno le tre viste salvandole in file immagine separati e le ho caricate come sfondo in tre finestre 3d di Blender: una per la vista frontale, una per la vista laterale ed una per la vista dall’alto.

Era necessario che le immagini nelle tre finestre fossero allineate in modo da coincidere con la sagoma dell’aeroplano. Per fare questo ho creato un semplice solido avente de dimensioni proporzionate a quelle del velivolo (lunghezza, altezza e apertura alare) ed ho allineato ad esso le tre viste nei rispettivi piani ortogonali, facendo in modo che l’asse della fusoliera corrispondesse con asse Y del sistema di riferimento globale.

Allineamento delle viste

Considerato che l’aeroplano è simmetrico rispetto al piano verticale longitudinale, ho proceduto alla modellazione della sola parte sinistra, prevedendo di ricavare in un secondo momento la parte destra facendone una copia speculare. Leggi il seguito di questo post »


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