“Dalle finestre di questa casa si vede il nulla.
Soprattutto d’inverno: le montagne scompaiono, il cielo e la pianura diventano un tutto indistinto, l’autostrada non c’è più, non c’è più niente. Nelle mattine d’estate, e nelle sere d’autunno, il nulla è invece una pianura vaporante, con qualche albero qua e là e un’autostrada che affiora dalla nebbia per scavalcare altre due strade, due volte [...]
Capita anche di tanto in tanto -diciamo venti, trenta volte in un anno - che il nulla si trasformi in un paesaggio nitidissimo, in una cartolina dai colori scintillanti; ciò si verifica soprattutto in primavera, quando il cielo è blu come l’acqua delle risaie in cui si rispecchia, l’autostrada è così vicina che sembra di poterla toccare e le Alpi cariche di neve stanno là, in un certo modo che ti si allarga il cuore solamente a guardarle.
Si vede allora un orizzonte molto vasto, di decine e centinaia di chilometri; con le città e i villaggi e le opere dell’uomo inerpicate sui fianchi delle montagne, e i fiumi che incominciano là dove finiscono le nevi, e le strade, e lo scintillio di impercettibili automobili su quelle strade: un crocevia di vite, di storie, di destini, di sogni; un palcoscenico grande come un’intera regione, sopra cui si rappresentano, da sempre, le vicende e le gesta dei viventi in questa parte di mondo.
Un’illusione…
[...]
Guardando questo paesaggio, e questo nulla, ho capito che nel presente non c’è niente che meriti di essere raccontato. Il presente è rumore: milioni, miliardi di voci che gridano, tutte insieme in tutte le lingue e cercando di sopraffarsi l’una con l’altra, la parola `io`.
Io, io, io…“
da “La chimera” Sebastiano Vassalli - Eiunaudi Torino
Lunedì mattina ammiravo un’alba stupenda, e intanto milioni di voci cercavano di sopraffarsi l’una con l’altra, divise in fazioni… e mi sono ricordato di questo brano.